domenica 22 dicembre 2013

Convocazioni 23 dicembre 2013

1. Teso per il derby
2. Mario, altrettanto teso per il derby
3. Il bomber dalle polveri bagnate
4. L'austriaco
5. Kick and extend
6. Barilla
7. Il vice dell' OdF
8. Il Toro delle Assicurazioni
9. Ppvdm
10. Frengo da Foggia

venerdì 20 dicembre 2013

Book 2013: "Occhio al centro"!!! La postfazione del Vice-tutto



Postfazione

E così, tocca a me chiudere questo BOOK, grande sorpresa del 2013.

Nato da un’idea del nostro pater familias, Massimo Baronciani. Che, non a caso, nel suo intervento di inizio volume, presentiamo, unico fra gli autori, nella sua veste ufficiale, bardato da portiere, immagine che passerà ai posteri. Il ringraziamento, quindi, va a lui, perché, ancora una volta, ha illuminato le nostre vite potendosi, non solo burocraticamente, concentrare sul calcetto (non avendo, forse, in pratica altro cui pensare…).
Ma, senza l’intervento dello Chef, conclamato caporedattore e autore non solo delle più belle cronache che abbiamo potuto leggere in questi anni ma, anche, dell’accurata selezione finale capace di “filtrare” dai 1.000 post, con l’aiuto del Max e del qui presente scriba, quelli veramente indimenticabili, tutto ciò non si sarebbe potuto realizzare e, perciò, bisognerà essergli eternamente grati: finalmente è riuscito a fare, meglio tardi che mai, un qualcosa di simpatico, impreziosito dalle deliziose “filologie” anno per anno. 
Che dire poi del nostro amato Mister? La sua efficienza teutonica è stata ancora una volta confermata allorché gli abbiamo chiesto, con tono perentorio, “Allora, questa introduzione al libro? L’hai finita o no?”. “Ma certo che no, e quando la scrivo con tutto quello che ho da fare per continuare a guadagnare milioni su milioni, chi le paga poi le tasse?”. “Sbrigati! Dobbiamo chiudere!!!”. “Ok, va bene”. Non ci crederete, ma, dopo nemmeno 10’, è arrivata la stesura del fantastico pezzo “Lunedì ci sei? Attendo conferma”.

Però, i veri protagonisti del BOOK siamo noi, siete voi, i giocatori, i calcettisti, che in questi sei anni indimenticabili hanno dato vita a quasi 300 fantastiche partite (mi permetto di dire…meno le ultime 3, visto che le ho perse tutte e tre subendo qualcosa come più o meno 50 gol). Proverò ad elencarli tutti, ma proprio tutti, consapevole che sicuramente qualcuno me lo dimenticherò: per questo, non solo mi perdonerete ma provvederete voi stessi a completare l’elenco, confermando ancora una volta che vince la squadra…
Un saluto a

Uichi, Andrea, Davidone, Steve Tont, Max, Abel, il sottoscratto, Rigu, Pontrellik, Mulino Bianco, Ravanelli, il Mister, Lillo, il Prof., Luca Galli, Nico, Andrea Giommi, il Dom, Giulio, L’Amaro Giuliano, Giulio Salvi, Lollo, Randi, Vega, Stefano Pioli, il Cognato, suo figlio, il nipote, Tommi, Simo, Davi, Chef, Frank Leonardi, Mikimoto Shinkansen, vero protagonista di almeno metà degli articoli, suo fratello alto bello e intelligente, suo cugino sveglio, Angelo Clooney, il Tronista, Marco Magi, il Toro dell’arena col sangue agli occhi, il fratello di Frank, l’altro fratello di Frank, l’esorcista Valerio, Diego Boccalini, Cristiano Ronaldo, Giacomino Soriani, l’amico di Simo che non ricordo come cazzo si chiama, il Fabbro, altro "caro amico", Mister Rosati,  Pier, Gianluca Potino, Claudio Baloteddu, tale Emanuele mi pare portato da Davi, Claudio Sandroni, Luca Giordano, Scala il finto dentista, Carlo Conti, Luciano Ligabue, Ligabue, Thoir, Andrea Agnelli, Matteo Renzi, Matteo Ricci, Dudù, il vero Lillo, il commissario Max, Andrea Blardone, la Betta Ferri, Tullio Depiscopo, Max Gazzè, Nek, Giorgia, Laura Pausini, Holland, Tevez, Pogba, Drogba, Dimitroglou, Polifemo, Alex Zanardi, Lillo & greg, Ficarra & Picone, Ale & Franz, Franco & Ciccio, Ciccio il nipote di Nonna Papera, Nonna Papera, Soldino, Dick Tracy, Superman, il pupazziere a noi noto, Napolitano, Roani, Perez, Curci, Bianchi, Diamanti, Niki Vendola, Maurizio Gasparri, Laura Boldrini, Beppe Grillo, Michael Mann, Manhunter, Hannibal Lecter, Pippi Calzelunghe, i Barbapapà, Toby Hooper, Nanni Moretti, Lamberto Bava, Checco Zalone, Chicco, Leo, il Conte, Luigi Luminati, Simona Spagnoli, Iniesta, Ibra, Gervinho, Pianic, Cerci, Maduro, Obama, Nigel, Fernando Alonso, Gascoigne, Lampard, Platini, Blatter, Burlando, Orlando, Ruggero Orlando, la Durlindana, la Spada nella Roccia, Maga Magò, il Mago Merlino, Harry Potter, Amelia la strega che ammalia, il Numero Uno, Rockerduck, Gambadilegno, L’Uomo Sabbia, L’Avvoltoio, il dr. Octopus, Goblin, i Goblin, Profondo Rosso, Taglialatela, la Tagliatella coi fagioli della Maria, Josè Mourinho, Fuente, il Fez, Foglia, Saro D’Urso, Sauro il pitbull socio di Giulio, Sauro Bronzini il responsabile tecnico di Farmacentro, Samuele Bersani, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Zucchero Sugar Fornaciari, Jovanotti, Achille Occhetto, Taider, Frank Guarin, Honda, la modella degli slip Roberta, Nicole Kidman, la Sissia, Filippo, AD da licenziare in tronco, Luigi Bacchiani, Gianluigi Buffon, la Seredova, Francesca Schiavone, Adriano Panatta, Adriano l’ex socio di Luigi il barbiere, Luigi il barbiere, Tony Blair, Enrico Letta, Attila, Diego Abatantuono, Rombo di Tuono cioè Gigi Riva, Gigi Sica, altresì noto come “Il Guru”, Gigi D’Alessio, il Sacro Gral, la Tavola Rotonda, Erode, Eros l’autista di Farmacentro, Eros Ramazzotti, Rocco Siffredi, Rocco Tano cioè lui, Sara Simeoni, Luigi Magnini, Massimo Ambrosini, Marco Nappi, Leo Del Monte, Andrea Tentoni, il Gas, Gasperotto, Totò Di Natale, il Bentegodi, i Forconi, Romano Prodi, Felipe Melo, Snejder, Danielone, Trinità, Papa Francesco, Raul Castro, l’arbitro Mazzoleni, Marcella e Gianni Bella, Pupo e … non mi viene in mente più nessuno …


in rosso le aggiunte inserite on-line grazie al gruppo

Book 2013: "Occhio al centro"!!!. NOI SIAMO POESIA, la fantastica presentazione del nostro caporedattore



NOI SIAMO POESIA


Noi  siamo poesia.
Siamo poesia, quando vedi Abel nelle  notti di inverno imbacuccato in bicicletta con la borsa in precario equilibrio nel portapacchi .
Siamo poesia nella precisione cronometrica di Simo quando vince .
Siamo poesia nel  pallone scaraventato via dal  Mister quando perde.
Siamo poesia nei calcoli esoterici dei prossimi lunedi in cui giocherà di  Max.
Siamo poesia negli slalom , tipo treno deragliato, di Michele.
Siamo poesia nei silenzi di Andrea, e nei brontolii dello Chef.
Siamo poesia nello scalpiccio in pressing di Atto e nel  terzo tempo su angolo di Rigu.
Siamo poesia negli autoncitamenti immobili  di Bravo Davi .
Siamo poesia nelle docce  lampo e nei pupazzi di Fabio.
Siamo poesia nei tuffi di Steve Tont e soprattutto quando contro ogni legge fisica si rialza.
Siamo poesia nella partita dell’addio di Lillo.
Siamo poesia noi sei fissi nel terzo tempo a patatine e cicliste tra Kalle e Annalisa.
Siamo poesia in tutti quelli che passano e vanno e in tutti quelli che vengono e rimangono.

Book 2013: "Occhio al centro"!!! Lunedì ci sei? Attendo immediata conferma, parola del Mister




“Lunedì ci sei ? Attendo immediata conferma !”
E’ questo l’sms più atteso di tutta la settimana, più bramato di un invito a cena (e non solo…).da parte di Monica Bellucci. Non ci sono dubbi, un attesa che diventa preoccupazione allorché, per svariati motivi, le 5 magiche parole non arrivano puntuali il sabato mattina o il venerdì notte, preoccupazione che si tramuta in controsms di sollecito. Vero BBB ?
Questa si che è una soddisfazione: essere riusciti a soppiantare le struggenti, supplichevoli e mielose telefonate del Baronciani che, utilizzando lo 0721 XXXXX (notare il numero…chi ha occhi ed orecchi per intendere intenda…) per anni convocava i lunedicalcettistibaratoff al loro settimanale  impegno.
E l’sms è stato solo la prima delle innovazioni tecnologiche che il “new deal” prima mourinhiano, poi stramaccioniano ed ora mazzarriano ha inserito all’interno della squadra: dal blog alla pagina facebook; da 8/10 lettori a 154 membri della pagina ufficiale “Lunedi Calcetto Baratoff Pesaro” (dati del 10 dicembre 2013) con punte di visualizzazione di post impensabili fino ad ora ed ospiti internazionali (dalla Russia all’Ucraina ed all’Ungheria - chissà perché -, dal Brasile all’Inghilterra) che seguono le gesta settimanali del nostro amato ed unico fondatore, il burocrate della Provincia, senza il quale nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile, del suo fido pretoriano Italo Frecciarossa Mancini, dei suoi ventennali senatori a vita, il sottoscritto e Mr Pharmacist, e di seguito tutta la pletora di giocatori che nel corso dei decenni hanno calcato i campi di Pesaro facendoci compagnia tutti i sacrosanti lunedì (Natale, Pasqua e Ferragosto inclusi).
Un enorme ringraziamento a chi ha realizzato l’idea del blog, idea per la quale il nostro lunedì è diventato un happening che dura tutta la settimana, nell’attesa del commento alla partita, della narrazione mitologica del terzo tempo, della fotografia che ritrae i nostri eroi protagonisti sul campo e nel quotidiano e, soprattutto, nell’attesa

Il Book 2013: "Occhio al centro"!!! Lo strepitoso prologo del Fondatore



PROLOGO

Se davvero, come affermava Gabriel Garcia Marquez, la vita di un uomo non è composta da ciò che ha fatto, bensì da ciò che ricorda di aver fatto e da come lo ricorda, ebbene, è in questa visione un poco psicoanalitica, ma nondimeno suggestiva, che si è formata quest’idea di cristallizzare l’inarrestabile flusso del tempo, bloccandolo finalmente in un documento, una sorta di diario per soli iniziati, all’interno del quale, qualunque cosa si racconti, la si vede inserita in poche fondamentali dimensioni spazio - temporali, che sono sport ma, a dir la verità, anche qualcosa di più.
Un’ascissa ed una ordinata, entrambe bianche, dieci particelle verticali rispetto alle prime dimensioni, delle quali due pressoché ferme ed otto, in scambievole movimento, ed infine, il tempo, pressoché lo stesso, né espanso, né, tanto meno, compresso dove, insomma, governa più agilmente Isaac Newton che Albert Einstein.
Qualunque osservatore “C” esterno lo chiamerebbe calcetto e non avrebbe torto, in quanto è indubitabile che si tratti di una pratica ormai consolidatasi nella storia di questi ultimi anni, con proprie regole e consuetudini, che, qualcuno, con un colpo di vero genio, le aveva già immaginate trasferibili, mediante un accorto processo di miniaturizzazione (ancora la fisica!), dall’allora irraggiungibile mondo del calcio, luogo ancor oggi, nonostante tutto, metafisico e, parzialmente, ma solo parzialmente, traducibile, grazie alle vocianti e ben remunerate sibille evocate nell’antro dei cristalli liquidi domestici.
Noi che non siamo, però, osservatori “C” esterni, bensì particelle pienamente interne al sistema e, come direbbe qualunque insegnante di meccanica newtoniana, inerziali ad esso, ebbene, noi abbiamo il privilegio di vederla in un altro modo, che, non è detto essere il modo giusto, ma una prospettiva differente dalla quale osservare anche il mondo esterno.
Il nostro osservatore “C”, infatti, pur dotato di una visione per così dire obiettiva, proprio perché distante dalle dinamiche consumate dentro il sistema stesso, non potrà che ricavare, dalle innumerevoli osservazioni che il nostro laboratorio produce settimanalmente, una sensazione di palpabile ripetitività o, meglio, di stanca ritualità, almeno per chi algidamente osserva, trattandosi di un esperimento entro il quale si riproduce il meccanismo sconfitta/vittoria di alcune particelle rispetto alle altre, dove tutto ha un senso solamente dentro quelle linee bianche ed al termine del quale, il bilancio energetico è sempre il medesimo. Uguale il numero delle particelle che escono dal laboratorio, riscontrabile il tempo trascorso, inalterato il perimetro spaziale. Persino l’umore generale delle particelle, dopo i primi minuti dalla cessazione dell’evento, si stabilizza grazie alla seconda legge dell’entropia.
Ma è veramente tutto qui? Davvero, il senso di ciò che si è osservato risiede nella sola sensazione di chi ha assistito all’esperimento? Ebbene, siamo ipocritamente spiacenti, ma non è così. Ora, non intendiamo dire, con sin troppa disinvoltura, che il calcio od il calcetto, simili ma differenti come cugini di secondo grado, rappresentino la metafora della vita, però è un poco come se lo fossero, almeno per noi, che non vestiamo i panni dell’osservatore “C” esterno di prima. Perché, come nella vita, lì, ci diamo delle regole e dentro quel piccolo e verde contenitore, coltiviamo, come nella vita, appunto, una speranza, magari piccola, di vittoria.
Sappiamo di dover contare su noi stessi ma ci accorgiamo che senza gli altri non arriviamo da nessuna parte. Siamo all’interno di un disegno geometrico e cartesiano che ci fornisce quei limiti di cui abbiamo comunque bisogno e che altrimenti violeremmo, con tante piccole regole che desideriamo ardentemente che gli altri rispettino, lasciando che a noi, forse inconsciamente, sia dato, almeno una volta, l’infrangerle, pur di raggiungere quell’unica, vera sporca ultima meta, che esiste, ben salda, anche al di là dell’universo serale del lunedì. E poi c’è la Fortuna, la stessa della quale aveva terrore persino il Machiavelli, scienziato della politica ragionata, bestia nera di qualsivoglia Principe, intelligente o potente che fosse. Si, perché il destino, di cui la Fortuna è anima gemella, va accarezzato, magari blandito ma mai, dico mai, violentato. Perché nel calcetto ha la forma tonda del pallone, sfuggente, senza angoli, che per questo si fa beffe di quel quadrilatero con i suoi 90° così come degli schemi studiati a tavolino e di quelle, a volte patetiche strategie, tese a raccogliere i migliori lasciando i peggiori agli altri.
C’è una sorta di anarchica democrazia nel nostro calcetto,che a ben guardare diviene simbolo tangibile del quotidiano di molti di noi. Che dire, poi, del conflitto, elemento irrinunciabile dell’esistenza umana, seppur intiepidito da quell’incontestabile e ramificata amicizia che da tanti anni ci lega, ci avvince e che va ben oltre tutto questo. Insomma, il nostro calcio bonsai assomiglia un poco a quelle mature socialdemocrazie scandinave dove lo spirito individualista non divora il benessere collettivo e dove il senso del collettivo non inibisce l’individuo. C’è spazio per tutti e non è, credeteci, retorica. Vi è posto persino per la libertà di stampa, dove il blog, sorta di tabloid psicodrammaturgico, ricco di corriva ironia, agguanta come un falco le debolezze di tutti ma agglutina e rende coesa l’appartenenza di gruppo. Tutto questo finirà?
Abbiamo già invocata la legge dell’entropia che governa non il calcetto ma l’intero universo destinato all’equilibrio termico ed essa dice “sì”, ma è pur vero che ciò che abbiamo avuto non ce lo sottrarrà più nessuno, che ciò che abbiamo lo stiamo vivendo con intelligente volontà e quello che vorremo, continua ad essere allestito. Vi par poco? Allora, torniamo a questo preziosissimo documento cartaceo e forse antistorico, che vedrà però accrescere il suo valore con il sedimentarsi degli anni e che, come l’oro, arricchisce e luccica in ragione della sua preziosità.
Lo spazio verde nel quale ci muoviamo è piccolo ed il numero dei minuti in esso consumati è ad esso proporzionale ma l’energia che ne scaturisce è miracolosamente nucleare se si tiene conto della sua durata. Qualcosa ci dice che c’entri in qualche modo, il senso dell’amicizia, antica e rinnovata, che ha visto il passaggio di molti volti e il permanere di altri, dove siamo stati però capaci di gestire i cambiamenti, con un processo di adattamento che solamente gli organismi più duttili sanno mettere in campo.
Forse, perché abbiamo intuito che al di là della linea di porta vi sono uno spogliatoio, dove si consumano altri importanti riti, una cena settimanale, nel corso della quale i pensieri si rilassano in una quiete finalmente diversa, i contatti umani, sottile filo rosso che unisce giornate distanti, fatte di lavoro quotidiano e di densi impegni familiari. Nell’Enrico V di Shakespeare, il monarca chiamava a raccolta i suoi intimi, prima della battaglia, con il titolo di “felici pochi, schiera di fratelli”. Nulla di così drammatico, per carità, ma il sospetto di essere privilegiati, questo sì, persiste…

IL FONDATORE


giovedì 19 dicembre 2013

E' arrivata la serata!!!

Il posto ideale del Padre Fondatore, felice e contento come una Pasqua...anzi...un Natale!

martedì 17 dicembre 2013

LA SCOMPARSA DI BRAVODAVI - Partita del 16 dicembre 2013

C’erano avvisaglie inquietanti già da settimane, segnali inequivocabili, bastava avere la voglia di leggerli. Quell’essere che da oltre un mese gioca con noi sotto le spoglie di BravoDavi al secolo Ciro Immobile, non sappiamo chi o cosa sia, ma non è il nostro BravoDavi.   
Si, è  vero, come il reale  BravoDavi,  arriva puntuale alle 8,25 già cambiato, da’ le sue due pompatine di rito al pallone, gioca e corre poco, ma sicuramente non è lui, forse il suo gemello monozigoto, forse una essere geneticamente modificato,  forse un androide di ultima generazione, forse Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più’ riusciti travestimenti, tutto quello che volete , ma non è Ciro, da ieri sera è certificato, nessun dubbio!!
Certo, come detto i sospetti giravano già  da oltre un mese, basti pensare a quando BravoDavi,  si è  fatto  mettere docilmente in difesa per ben due partite,  e poi da quanto tempo  non gli sentiamo citare una che una regola del calcetto anche piccola, insignificante, sconosciuta  o totalmente inventata, niente, neanche una , ma sopratutto erano  settimane che segnava poco o niente, nessuna traccia del pattugliatore delle aeree avversarie, dello squalo degli ultimi 10 metri, dell' O’rey di via del Giambellino, fino all’epilogo di ieri sera con zero gol, tranne una specie di autorete del portiere, mille tiri ai 4 angoli della palestra e un progressivo intristimento personale, fino alla catarsi in cui ruba la palla al compagno in contropiede e praticamente si rifugia alla bandierina come se fosse in difesa invece che in attacco.

Allora la domanda a questo punto  è….dove diavolo è finito BravoDavi??? è stato rapito dagli alieni? organizza i comizi di Renzi? è entrato nella giuria di Xfactor? accompagna Richard in via branca per fare gli auguri di Natale alle commesse? si è chiuso in casa a fare i biscotti di Natale in quantità industriale ? E’ fuggito ai Caraibi alle prime avvisaglie di freddo? 
Lunedi vedremo di capirci di più. 

La partita……avrete capito che la squadra di BravoDavi ha perso e con lui Atto  che, seppur in versione di bomber, inanella la 258esima sconfitta consecutiva, il vecchio Rigu meno efficace del solito, il povero Andrea che ha cantato (in silenzio) e portato la croce e infine il portierone portierissimo Steve Tont che ci ha seriamente provato a prenderle tutte o quasi ( soprattutto a me) . 
Di fronte Mister Mezzarri per niente scosso dai fischi del SanPaolo del giorno prima, Michele Machiavelli Mancini l’unico in grado di non capire neanche lui cosa vuol fare quando ha la palla tra i piedi, Simon3b che con rotula distorta si accomoda tra i pali, Pontrellik che si è dilettato ad abbattere Davi a suon di capocciate e lo scrivente. Risultato finale all’incirca 12 a 7, molto all’incirca ….

OHHH Giovedi cenona con sorpresona, chi non viene è……….