mercoledì 24 dicembre 2014

Partita del 15 dicembre. CENE & PARTITE

CENE & PARTITE
La partita di ieri essendo l’ultima prima della agognata cena invernale, prevista nell’ELEGANTISSIMA pizzeria La Perla de Fan, ha visto fronteggiarsi le “nazionali” di due famosi ristoranti, da una parte il personale della rinomata TRATTORIA DAI DUE BOMBER composta dai titolari dell’esercizio, il mezzo secolare Davi Ciro Rodrigo Remedi, e Simo Osvaldo Paulinho Rodriguez, dal giovane Cuoco fintofrancese Jeanluc, il maitre di Sala Albert e il Sommelier Steve.
Contro, si schierava il personale dell’OSTERIA del TEMPO PERSO, cucina salutista a Km zero che dovrebbe essere in effetti la misura di quanto ha corso la squadra intera.
I due Bomber hanno servito i loro migliori piatti tradizionali, Jeanluc l’ha fatta da padrone con la sua famosa TAGLIATA, ovvero come ti taglio a fette una difesa di burro fuso, Rigu ha cucinato la sua famosa peperonata che è rimasta particolarmente indigesta agli attaccanti avversari ( a me in particolare), Steve si è prodotto nella presa al volo di tutti i piatti lanciati dai maleducati avversari, Osvaldo& Rodrigo tutto sommato non hanno nemmeno dovuto ricorrere alle loro migliori ricette.
L’OSTERIA del TEMPO PERSO, che rispettando il suo nome selezionava una squadra di anziani, composta da MasterChef che per quanto ha sbraitato, senza alcun costrutto, per tutta la partita poteva solo cucinare le penne all’arrabbiata , il MastroZuppiere, InzuppAtto, liquido come la sua difesa, Miguel che ha presentato la sua memorabile Vellutata di Zucca, che è quella che bisognerebbe scuotergli quando parte nei suoi incomprensibili slalom e Andrea 100% Leonardi che ha fatto assaggiare a tutti la sua pasta fatta in casa che verra’ lanciata prossimamente su tutte le reti televisive con lo slogan …..Silenzio parla Andrea!! ……….ci rimane solo il titolare del locale, Max B., che data l’eta’ si e’ convertito alla cucina bionaturalista e ha offerto a tutti le sue polpette di Tofu.
Insomma i 2 bomber (che sembra siano anche tra i cofondatori del simpaticissimo gruppo Facebook ….chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi……….andatela a vedere, carina!!) hanno preso presto il largo e anche approfittando di una sequenza notevole di gol madornalmente sbagliati dall’ Osteria del Tempo Perso, li hanno tenuti a distanza senza correre mai rischi concreti di agganci.
Gia’ che siamo in argomento, due parole sulla location della cena di squadra di giovedi , Il Ristorante La Perla , Trip Advisor la dà al 166° su 215 tra i locali fanesi, e già qui guardando la classifica anche Bocelli si farebbe venire dei dubbi, i titoli delle recensioni piu recenti sono ….Mai Piu …. Domenica Bestiale……….Buona solo la Pizza ( il solito ottimista…), c’è anche una autorecensione del titolare che dice ……….che cazzo vorreste mangiare per 20 €, è gia tanto che vi faccio sedere al caldo e vi rifilo quelle 4 fregnacce da mensa Camst……….).
Direi di portarci avanti, nella nostra personalissima discesa negli inferi gastronomici, e prenotare già per la cena estiva al Ristorante da SANDRO il PESCATORE classificato al 215° posto su 215 recensiti, quando si vuole fare una cosa bisogna farla ben bene.
(Max , non te la prendere, lo sai che sono un rompicoglioni, ma alla fine mi adatto………. )

mercoledì 26 novembre 2014

La “non partita” di lunedì 24 novembre


Lunedì 24 novembre la partita è stata una “non partita”. Molti gli assenti, altrettanti i presenti (vedi convocazioni). 5 contro 5. Poi 4 contro 5. Poi, ancora, 4 contro 4 e un fantasma. Infine, 4 contro 4. Proprio in chiusura, 1 (Steve), contro tutti, anche i suoi. E, a suggello, 8 contro la ventina che doveva giocare dopo di noi, rinchiusa, finalmente, all’esterno da disposizioni della Provincia, cartelli, sedie bloccaporte e minacce di vario tipo.

Dedicheremo quindi un pensierino ad ognuno di loro: manca ancora un mese alla fine del 2014 e, quindi, tutti hanno la possibilità di provare a chiudere l’anno meglio, o peggio, di come è andata fino ad oggi.

Mister Mancini – Lui no, non potrà provare a cambiare il suo 2014. I circa 15 chili, derivati degli stravizi prima giapponesi, quindi arabi e, ultimamente, pure ungheresi, lo hanno fatto pesantemente accartocciare sulla sua caviglia destra, già lesionata in passato, e trasformatasi in quella doppia rispetto al fac-simile di Abel della settimana scorsa. Narrano voci che gli organizzatori dell’Oktober Fest, “convention” dove vengono consumati più stinchi di maiale al mondo, una volta vista la foto su WHAT’SAPP si siano subito informati sui prezzi al consumo della cavigliona del Mister, con l’obiettivo di proporre il succulento zampone italiano ai prossimi mercatini di Natale tedeschi. Speriamo che non si tratti di nulla di grave e che all’inizio del prossimo anno il Mancio possa tornare in campo, magari dimagrito…(NDR - Notizie dell'ultimo minuto diffondono voci confortanti sullo stato di salute del piede di porco...)

Baloteddu – Dopo gli alti e bassi delle sue varie prestazioni, può provare a tornare ad essere il Be Beep visto un mese fa e non il goffo (per i suoi magnifici 17 anni) Duffy Duck di ieri. 

Rigoletto – Che dire? Ha sempre fatto del suo meglio, vincendo e perdendo nella media…il rush finale potrebbe servirgli per entrare nel 52esimo anno della sua vita con la (vana) sensazione di aver fermato il tempo.

The Canterville Ghost – Il Bocci di OscarWildiana memoria intravisto ieri, per di più dopo essersi massaggiato le gambone con un tubetto intero di crema riscaldante, non ha proprio modo di cambiare il suo triste destino che, dopo avergli rubato l’identità, lo farà scomparire del tutto dalla faccia della terra. A sua scusante, la maglietta del Barg8 con le maniche lunghe che, forse, gli ha dato il fiato corto.

David – Superata la crisi di inizio anno, quando ormai era dato sul viale del tramonto, si è risvegliato tornando ad essere il bomber implacabile vivo nei nostri (lontani) ricordi. L’ultimo mese del 2014 è a sua disposizione per completare la mutazione da Ciro a Icardi (no, non Giannone Accardi…), passando attraverso l’inebetito Rodrigo Palacio post-mondiale.

Max – Sì, ok, bene o male le sue parate le fa ancora. Qualcosa, ogni tanto, prende, insomma. Però, via, la verità è che il suo 2014 passerà agli annali per: 1) aver organizzato il calciotto estivo; 2) aver ideato il “mini-torneo”; 3) non aver fatto la tradizionale cena estiva; 4) aver scritto una serie di blog degni del Nobel della letteratura. Vediamo se nel mese di dicembre sarà in grado di farsi considerare ancora un giocatore…

BBB – Il BBBomber con le 3B maiuscole non può che provare a migliorare il suo score, che già potrebbe portarlo alla candidature per il Pallone d’Oro o, al limite, all’Oscar al prossimo campionato dei Sosia di Johnny Depp, Osvaldo e Paulinho.

Quentin – L’ultima settimana, ha giocato lunedì, martedì, giovedì e venerdì. Il suo obiettivo, quindi, da qui al 31 dicembre, è quello di disputare non meno di altre 45 partite, tentando, in alcune occasioni, di scendere in campo due o tre volte al giorno. I casi sono due: o ha davvero tante, ma tante tante tante, energie, o tutte le sue energie le dedica al tappeto verde, e non a quello di altri colori (e magari “nature”…perché no?)!

Steve – Lo ha dichiarato: da qui in avanti non si tufferà più appena David gli si presenterà davanti in perfetta solitudine. Doppia ipotesi anche in questa occasione: per non prendere ingenui gol arrancando penosamente da disteso sul pancione o perché dopo è troppo difficile rialzarsi???

E, in chiusura, i propositi di fine 2014 degli assenti:

Abel – Guarire la caviglia infortunata per riprendere a giocare e togliere almeno una serata alla sua, proverbiale, potenziale procreatività.

Chef – Vincere la sua seconda partita all’Athletic, dove stiamo giocando ormai da tre mesi;

Leo – Che fine ha fatto? Malridotto? Tramutatosi in cucciolo di cagnolino? In campo solo il giovedì?

Jean-Luc – Fare qualche gol in più e, soprattutto, volare alto per cambiare il mondo: lui può farlo…

Pacho – Tornare a fare uno scatto degno della metà della velocità di un sudamericano.

George – Riuscire a bersi un Caffè Nespresso senza doversi privare delle scarpe da calcetto.

Io - ???

     

giovedì 20 novembre 2014

Partita del 17 novembre. CALCETTO A LAMPEDUSA (by MAX)



Provate voi a gestire, in un qualsiasi campetto italiano, una normale e tradizionale partita di calcetto, mentre, sulle coste limitrofe al campo, premono masse di calciatori migranti sbarcati clandestinamente ad opera di scafisti senza scrupoli. Accoglierli? Impossibile. Lo spazio sarebbe poco. Rifiutarli? Impensabile. Siamo una squadra accogliente ed amante della pace. Sviluppare una possibile integrazione? Facile a dirsi ma quando cominciano a palleggiare sulla linea di confine, impazienti e scalpitanti, comprendi che si potrebbe sfiorare uno scontro tra civiltà. Allestire un campo profughi? Vi stazionerebbero per un poco e poi li ritroveremmo a vagare dietro le porte o nei pressi dell’area di rigore. I nostri politici, anche in questa occasione, hanno espresso pareri ed opinioni del tutto lontane da qualsiasi progettualità a lungo termine. Il risultato? Una partita votata al pareggio dove la mancanza di un risultato certo è stata la manifestazione palpabile del nostro eterno indecisionismo. Questa la cronaca di una partita condita di populismo, criptobuonismo e solidarietà.

 I NON VINCENTI

 Simone Salvini: lotta con convinzione ben destreggiandosi e dimostrando di essere il miglior marcatore. Soffia sul fuoco del populismo chiedendo una politica estera muscolare e la cacciata della squadra migrante a colpi di cannoniera. Coerente.

Abel Peròn: offre un’ottima prova di portierato ricordando a tutti che la società argentina ospita folte discendenze italiane. Nobile.

Pacho: Corre come fosse in salita sulla Marmolada ma ricorda a tutti quando superò clandestinamente il confine messicano riuscendo a crearsi una famiglia negli States. Commovente.

Pontrelli: Vivacchia ma ricorda a tutti quando superò clandestinamente il confine americano riuscendo a crearsi una famiglia a Città del Messico. Confuso.

Potino: guarda a suo padre come ad un modello d’integrazione e così facendo scorda dove sia, cosa faccia e soprattutto, il perché. Amnesico.

I NON PERDENTI

Atto Bergoglio: dimostra la generosità dei martiri e la vecchiezza del suo Ordine religioso. Soffre e combatte. Lotta per l’accoglienza o, comunque, per la tolleranza, chiedendo l’intervento delle più alte istituzioni ovvero del mister. Delegante.

Max Renzi: recita il suo vecchio ruolo di portiere. Sviluppa un progetto di contenimento del fenomeno migratorio con la politica del pugno di ferro nel guanto di velluto. Badogliano.

Poto Bossi: imita l’inconcludenza del figlio pur impegnandosi con maggior volontà. Rappresenta la pancia del popolo padano. Lavoratore e tetragono. Ridente alle sole sagre del carroccio. Marmoreo.

Michele Borghezio: Alcuni guizzi felici ma episodici. Nessuno lo rimprovera anche perché chi è senza peccato….Negletto.

Davi: snobba il problema migratorio concentrandosi esclusivamente sul fare. Inattaccabile.

sabato 15 novembre 2014

Cronaca in super ritardo della partita di lunedì 10 novembre

- piu in ritardo di un Regionale Veloce delle ferrovie dello Stato
- piu in ritardo di una raccomandata delle Poste
- piu' in ritardo di un ciclo mestruale in una gravida
- piu' in ritardo della nuova corsia della Salerno Reggio Calabria
- piu in ritardo di Atto alle cene e Abel alle partite
.................ecco lo stringato, postumo e francamente, a questo punto, inutile e superflio, commento alla partita di lunedi .

Potrei accampare mille alibi per questo ritardo, magari copiando il piu' bello della storia del cinema ................
.........Vi prego Vi prego, non mi crocefiggete lunedi. Vi prego ragazzi, lo sapete che vi voglio bene, Non avrei mai voluto lasciarvi senza commento, non è stata colpa mia. Non vi ho traditi, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!
ok, mi avete creduto e già perdonato, vero ??? bene. Allora eccovi fatti salienti di lunedi.
1° fatto saliente
3b - chef - Peace -Tont e Rigu hanno portato a casa la pellaccia dei poveri
Don Rodrigo e i suo Bravimicatanto ovvero Jeanluc, Miguelsonsempremi, Abeldajedaje, e il caro Pontrellone.
2° fatto saliente
a seguito dell'entrata ai bordi del campo della squadra successiva con ben 20 minuti di anticipo, al termine della partita si è scatenata la furia di OrlandoSimone che si avventava al desk e faceva una breve sintesi al gestore del problema, ............io stasera non pago.............. Dobbiamo ammettere che il Gestore ( cosi denominato in quanto non c'è una possibilità al mondo che ricordi come si chiama) ha reagito da autentico Signore e con grande diginita' ha semplicemente detto........ok, capisco questa sera il campo lo offro io............
3° Fatto saliente
visto l'esito del fatto saliente n. 2 si è stabilito che da lunedi prossimo, i convocati saranno 11, di cui 10 per la partita alle 20,30 e uno alle 21 per invadere il campo............

Convocazioni "PUNTUALISSIME" (a buon intenditor, poche parole...!!!) per lunedì 17 novembre:

BBB
PUNTELLA
POT-TWO
POT-1
MAX
BALBO
BOCCI
GOMEZ
PALACIO
IO

lunedì 3 novembre 2014

Partita di lunedì 3 novembre. Be-Beep!!!



Cari lettori, dopo aver volato e raggiunto le più alte vette mai toccate da questo blog (così alte da essere talvolta anche...divinamente intelleggibili...), questa sera si ripiomba pesantemente con i piedi per terra. Come direbbero i buongustai, dalle stelle Michelin alla Pataccona. Oppure, come tuonerebbero gli sportivi, dal Bayern alla Roma. O, ancora, gli intenditori di cinema, da Ingmar Bergman a Bombolo. Ma veniamo a noi e torniamo a parlare, dopo oltre un mese, di calcio, anzi, di calcetto. La Metro Goldwyn Mayer ha scritto la sceneggiatura della partita e ha schierato da una parte i Road Runners (i Cadeddu's, Abel, Rodrigo Palacio e Sbilanciatto con il corpo all'indietro) e dall'altra i Wil Coyotes (Rigoni, il dottot Octopus Steve - che nonostante le sue molteplici braccia ha subito più gol lui in una sera che nelle sue precedenti ultime presenze - Pontrellix, Potomac e Mansini). Secondo voi, com'è andata a finire? Il Road Runner Claudio ha letteralmente fatto la differenza, e quindi questo la dice lunga sulla effettiva tenuta fisica dei giocatori più o meno cinquantenni maturi, e qualche volta ormai quasi "marci", visto che il sedicente sedicenne ha letteralmente fatto polpette degli impacciati Coyotes avversari, caduti come birilli sotto i suoi allunghi e reiterati dribbling. Abbiamo perso il conto del punteggio, sappiamo solo che, sul 13 (o 14...o 15...??? boh???) a 4, i Coyotes hanno abbandonato il campo a testa bassa, come fa in effetti il loro ispiratore quando cade dai canyon dei deserti o viene asfaltato dai katerpiller guidati dal terribile Road Runner. That's all folks!

mercoledì 29 ottobre 2014

Partita di lunedì 27 ottobre. LEONARDETTE SUBIROUS (BY MAX)



LEONARDETTE SUBIROUS

San Leonardette Soubirou italianizzato in Leonardo Soubirous, è stato un religioso e mistico pesarese. E’ ancor oggi conosciuto per le apparizioni mariane alle quali riferì di aver assistito in un campo di calcetto vicino al suo paese natale, il Campetto di Massabielle, a Soria. La visione dell'allora già non più giovane Leonardette è conosciuta come apparizione della "calciatrice vestita di bianco", divenuta nota poi come Nostra Calciatrice di Lourdes. Da quella visione seguirono prodigi dichiarati non spiegabili scientificamente, da una Commissione medica appositamente istituita dall'amministrazione del Santuario dell’Athletic Club. Fu sicuramente da allora che Leonardette perdette inspiegabilmente la parola.
I sorprendenti accadimenti di cui fu protagonista in giovane età Leonardette hanno fatto di Lourdes uno dei principali luoghi di pellegrinaggio per chi professa la fede nel calcetto ma soprattutto, per chi, affetto da numerosi mali, ha dovuto abbandonare le proprie passioni sportive.
Il padre, Quinto Soubirous, e la madre, Armanda Castérot, gestivano il mulino di Soria dove egli nacque il 7 gennaio del 1964. Fu battezzato due giorni più tardi, il 9 gennaio, primo anniversario di matrimonio dei suoi genitori, nella chiesa parrocchiale di Cristo Re. Appena venne alla luce pronunciò le prime frasi che vennero subito annunciate come profetiche:- “Lunedì si gioca?  Dopo di lui i due coniugi non vollero altri figli.
Leonardette conobbe presto la fame e la malattia. Di salute fragile, a causa delle tante stagioni invernali trascorse sui campi all’aperto della provincia, dimostrava comunque meno anni di quelli che aveva. I suoi sentimenti religiosi erano già forti sebbene non conoscesse il catechismo. Alcuni vicini affermarono che la famiglia viveva armoniosamente, basandosi sull’amore reciproco, mediato da una spiccata devozione religiosa.
Per contribuire al mantenimento della famiglia Leonardette venne venduto ad una squadra di calcio di Bartrès, dove egli si distinse sia per l’abilità nel controllare la palla, che per la fulminea velocità che gli permetteva di seminare senza fatica tanti giocatori più giovani di lui. Venne più tardi impiegato nella sorveglianza e pascolo delle greggi, dove ebbe occasione di conoscere il pastorello occitanico Fabienne Pontrellì.
Secondo quanto riferito dallo stesso Leonardette, il 27 ottobre 2014 già incanutito, mentre assieme al suo amico, Fabienne Pontrellì, partecipava ad una partita di calcetto vicino alla grotta di Massabielle (poco fuori Lourdes), Leonardette ebbe la prima visione di ciò che descrisse come "un piccolo calciatore giovane" eretto all’interno di una nicchia incavata nella roccia. I giocatori che giocavano con lui quella sera di fine ottobre, riferirono di non aver visto nulla. L'identità dell'apparizione - nelle parole di Leonardette - rimase sconosciuta fino alla seconda visione, quella del 3 novembre. Sino ad allora Leonardette si era limitato a chiamarla “Simonette” che, in lingua occitanica significava e significa ancor oggi “il calciatore” o “la calciatrice”. La storia di Leonardette creò scompiglio tra gli abitanti della cittadina pesarese, che erano divisi sulla convinzione che il non più giovane marchigiano mistificasse il proprio racconto per giustificare l’immobilismo durante le tante partite giocate negli ultimi dieci anni.
Presto, un grande numero di persone iniziarono comunque a seguirlo quotidianamente nel corso delle tante partite, talune per curiosità, altre le quali potevano finalmente conoscere colui che aveva assistito ad una autentica apparizione miracolosa. Il contenuto delle visioni di Leonardette fu caratterizzato da assoluta semplicità e indirizzato prioritariamente sulla necessità della preghiera e della penitenza negli spogliatoi. Tuttavia, durante la seconda apparizione, quella del 3 novembre, Leonardette spiegò alla sua famiglia che la Signora aveva detto "Recati per favore dagli altri giocatori e riferisci loro che una cappella a me dedicata dovrà essere edificata qui, accanto al campetto, vicino al fiume Foglia”. Accompagnato da due delle sue zie, Leonardette si presentò puntualmente con la richiesta al parroco di Sorii, un uomo dalla mente feconda ma austero e poco incline a credere ad affermazioni, pressoché sempre mendaci di contadini semianalfabeti e in cerca di notorietà.
Il Parroco disse a Leonardette che la bianca calciatrice doveva fornire almeno un'identificazione più certa e meno generica. Il laconico giocatore di calcetto affermò che nella visione successiva aveva ripetuto alla lettera le parole del Parroco alla figura ancora sconosciuta ma che ella si era limitata ad un inchino seguito da un impalpabile sorriso senza parola. Il sacerdote disse a Leonardette che sarebbe stato importante evidenziare la prova che la "bianca calciatrice" era reale e tangibile, capace quindi, di compiere un miracolo.
Chiese a Leonardette di far scaturire acqua finalmente calda, dalle docce del complesso calcistico, mostrando così le prove della loro virtù salvifica. Si era giunti a metà novembre.
Come Leonardette riportò più tardi alla sua famiglia e agli inquirenti civili ed ecclesiastici, durante la seconda apparizione, la bianca calciatrice gli riferì, presumibilmente di bere l’acqua sorgente che fluiva dalle docce, invitandolo a cibarsi delle piante che crescevano liberamente in quel terreno duro e arido. Dal giorno in cui Leonardette aveva portato alla luce la sorgente, 68 guarigioni tra quelle verificate dall'Ufficio Medico di Lourdes e classificate come "inspiegabili", sono state riconosciute miracolose dalla Chiesa cattolica. Tra queste: il senno restituito a Mancini, il sorriso ridipinto sul volto di Poto, la sportività del negletto Mezz, la lucidità e la bonomìa nell’epilettico Remedi.
La commissione di Lourdes che esaminò Leonardette dopo le visioni, eseguì anche un'analisi accurata dell'acqua, trovando soltanto un alto contenuto di minerali e null'altro di straordinario che potesse spiegare le menzionate guarigioni. Durante la terza apparizione, avvenuta il 10 novembre, la calciatrice vestita di bianco, alzando gli occhi al cielo e unendo in segno di preghiera le mani, avrebbe detto a Leonardette. “Io sono Simonette, l'Immacolata Punizione”. Quattro anni prima papa Pio IX aveva promulgato la dottrina dell'Immacolata Punizione, secondo cui, tra tutti gli esseri umani mai vissuti, solamente Simonette era nato privo di peccato, alieno da ogni vizio, bellissimo, simpaticissimo e privo di quello che viene chiamato “errore umano”.
Durante la quarta apparizione, quella del 17 novembre, sarebbe avvenuto il cosiddetto "Miracolo del pallone". Leonardette che in difesa, durante tutta la partita, non aveva mai toccato palla, ebbe per un istante la sfera ai propri piedi i quali, rimanendo inaspettatamente a contatto con il cuoio del pallone per non più di due secondi, bruciarono senza procurare alcun dolore a Leonardette e lasciando la pelle degli arti inferiori, incredibilmente intatta. L’episodio fu testimoniato da molte persone presenti, incluso il farmacista scettico Antoine Astutì, che cronometrò e documentò il fatto, tra cui la realizzazione di ben quattordici gol in cinque minuti ad opera di quella calciatrice vestita di banco che Leonardette riferì sempre di aver visto.
Leonardette morì lunedì 24 novembre 2054, un anno dopo la prevedibile canonizzazione. Il suo corpo, miracolosamente incorrotto e niveo come il marmo, giace nella bara di cristallo del convento di Never, dov’egli, al termine delle tante apparizioni alle quali aveva assistito, si era infine ritirato dopo avere preso i voti sacerdotali. Le tante riesumazioni effettuate sulla santa salma, non sono mai riuscite a spiegare come quella felice espressione inebriata d’inefficiente beatitudine fosse riuscita a sottrarsi al potere del tempo. I vecchi e claudicanti compagni di calcetto, che annualmente organizzavano il pellegrinaggio sino al suo sepolcro giuravano che aveva mantenuto la stessa soavità manifestata in partita quando al posto di fare il proprio dovere in difesa si immobilizzava mormorando: “ho visto l’Immacolata Punizione”.

Max.