mercoledì 26 novembre 2014

La “non partita” di lunedì 24 novembre


Lunedì 24 novembre la partita è stata una “non partita”. Molti gli assenti, altrettanti i presenti (vedi convocazioni). 5 contro 5. Poi 4 contro 5. Poi, ancora, 4 contro 4 e un fantasma. Infine, 4 contro 4. Proprio in chiusura, 1 (Steve), contro tutti, anche i suoi. E, a suggello, 8 contro la ventina che doveva giocare dopo di noi, rinchiusa, finalmente, all’esterno da disposizioni della Provincia, cartelli, sedie bloccaporte e minacce di vario tipo.

Dedicheremo quindi un pensierino ad ognuno di loro: manca ancora un mese alla fine del 2014 e, quindi, tutti hanno la possibilità di provare a chiudere l’anno meglio, o peggio, di come è andata fino ad oggi.

Mister Mancini – Lui no, non potrà provare a cambiare il suo 2014. I circa 15 chili, derivati degli stravizi prima giapponesi, quindi arabi e, ultimamente, pure ungheresi, lo hanno fatto pesantemente accartocciare sulla sua caviglia destra, già lesionata in passato, e trasformatasi in quella doppia rispetto al fac-simile di Abel della settimana scorsa. Narrano voci che gli organizzatori dell’Oktober Fest, “convention” dove vengono consumati più stinchi di maiale al mondo, una volta vista la foto su WHAT’SAPP si siano subito informati sui prezzi al consumo della cavigliona del Mister, con l’obiettivo di proporre il succulento zampone italiano ai prossimi mercatini di Natale tedeschi. Speriamo che non si tratti di nulla di grave e che all’inizio del prossimo anno il Mancio possa tornare in campo, magari dimagrito…(NDR - Notizie dell'ultimo minuto diffondono voci confortanti sullo stato di salute del piede di porco...)

Baloteddu – Dopo gli alti e bassi delle sue varie prestazioni, può provare a tornare ad essere il Be Beep visto un mese fa e non il goffo (per i suoi magnifici 17 anni) Duffy Duck di ieri. 

Rigoletto – Che dire? Ha sempre fatto del suo meglio, vincendo e perdendo nella media…il rush finale potrebbe servirgli per entrare nel 52esimo anno della sua vita con la (vana) sensazione di aver fermato il tempo.

The Canterville Ghost – Il Bocci di OscarWildiana memoria intravisto ieri, per di più dopo essersi massaggiato le gambone con un tubetto intero di crema riscaldante, non ha proprio modo di cambiare il suo triste destino che, dopo avergli rubato l’identità, lo farà scomparire del tutto dalla faccia della terra. A sua scusante, la maglietta del Barg8 con le maniche lunghe che, forse, gli ha dato il fiato corto.

David – Superata la crisi di inizio anno, quando ormai era dato sul viale del tramonto, si è risvegliato tornando ad essere il bomber implacabile vivo nei nostri (lontani) ricordi. L’ultimo mese del 2014 è a sua disposizione per completare la mutazione da Ciro a Icardi (no, non Giannone Accardi…), passando attraverso l’inebetito Rodrigo Palacio post-mondiale.

Max – Sì, ok, bene o male le sue parate le fa ancora. Qualcosa, ogni tanto, prende, insomma. Però, via, la verità è che il suo 2014 passerà agli annali per: 1) aver organizzato il calciotto estivo; 2) aver ideato il “mini-torneo”; 3) non aver fatto la tradizionale cena estiva; 4) aver scritto una serie di blog degni del Nobel della letteratura. Vediamo se nel mese di dicembre sarà in grado di farsi considerare ancora un giocatore…

BBB – Il BBBomber con le 3B maiuscole non può che provare a migliorare il suo score, che già potrebbe portarlo alla candidature per il Pallone d’Oro o, al limite, all’Oscar al prossimo campionato dei Sosia di Johnny Depp, Osvaldo e Paulinho.

Quentin – L’ultima settimana, ha giocato lunedì, martedì, giovedì e venerdì. Il suo obiettivo, quindi, da qui al 31 dicembre, è quello di disputare non meno di altre 45 partite, tentando, in alcune occasioni, di scendere in campo due o tre volte al giorno. I casi sono due: o ha davvero tante, ma tante tante tante, energie, o tutte le sue energie le dedica al tappeto verde, e non a quello di altri colori (e magari “nature”…perché no?)!

Steve – Lo ha dichiarato: da qui in avanti non si tufferà più appena David gli si presenterà davanti in perfetta solitudine. Doppia ipotesi anche in questa occasione: per non prendere ingenui gol arrancando penosamente da disteso sul pancione o perché dopo è troppo difficile rialzarsi???

E, in chiusura, i propositi di fine 2014 degli assenti:

Abel – Guarire la caviglia infortunata per riprendere a giocare e togliere almeno una serata alla sua, proverbiale, potenziale procreatività.

Chef – Vincere la sua seconda partita all’Athletic, dove stiamo giocando ormai da tre mesi;

Leo – Che fine ha fatto? Malridotto? Tramutatosi in cucciolo di cagnolino? In campo solo il giovedì?

Jean-Luc – Fare qualche gol in più e, soprattutto, volare alto per cambiare il mondo: lui può farlo…

Pacho – Tornare a fare uno scatto degno della metà della velocità di un sudamericano.

George – Riuscire a bersi un Caffè Nespresso senza doversi privare delle scarpe da calcetto.

Io - ???

     

giovedì 20 novembre 2014

Partita del 17 novembre. CALCETTO A LAMPEDUSA (by MAX)



Provate voi a gestire, in un qualsiasi campetto italiano, una normale e tradizionale partita di calcetto, mentre, sulle coste limitrofe al campo, premono masse di calciatori migranti sbarcati clandestinamente ad opera di scafisti senza scrupoli. Accoglierli? Impossibile. Lo spazio sarebbe poco. Rifiutarli? Impensabile. Siamo una squadra accogliente ed amante della pace. Sviluppare una possibile integrazione? Facile a dirsi ma quando cominciano a palleggiare sulla linea di confine, impazienti e scalpitanti, comprendi che si potrebbe sfiorare uno scontro tra civiltà. Allestire un campo profughi? Vi stazionerebbero per un poco e poi li ritroveremmo a vagare dietro le porte o nei pressi dell’area di rigore. I nostri politici, anche in questa occasione, hanno espresso pareri ed opinioni del tutto lontane da qualsiasi progettualità a lungo termine. Il risultato? Una partita votata al pareggio dove la mancanza di un risultato certo è stata la manifestazione palpabile del nostro eterno indecisionismo. Questa la cronaca di una partita condita di populismo, criptobuonismo e solidarietà.

 I NON VINCENTI

 Simone Salvini: lotta con convinzione ben destreggiandosi e dimostrando di essere il miglior marcatore. Soffia sul fuoco del populismo chiedendo una politica estera muscolare e la cacciata della squadra migrante a colpi di cannoniera. Coerente.

Abel Peròn: offre un’ottima prova di portierato ricordando a tutti che la società argentina ospita folte discendenze italiane. Nobile.

Pacho: Corre come fosse in salita sulla Marmolada ma ricorda a tutti quando superò clandestinamente il confine messicano riuscendo a crearsi una famiglia negli States. Commovente.

Pontrelli: Vivacchia ma ricorda a tutti quando superò clandestinamente il confine americano riuscendo a crearsi una famiglia a Città del Messico. Confuso.

Potino: guarda a suo padre come ad un modello d’integrazione e così facendo scorda dove sia, cosa faccia e soprattutto, il perché. Amnesico.

I NON PERDENTI

Atto Bergoglio: dimostra la generosità dei martiri e la vecchiezza del suo Ordine religioso. Soffre e combatte. Lotta per l’accoglienza o, comunque, per la tolleranza, chiedendo l’intervento delle più alte istituzioni ovvero del mister. Delegante.

Max Renzi: recita il suo vecchio ruolo di portiere. Sviluppa un progetto di contenimento del fenomeno migratorio con la politica del pugno di ferro nel guanto di velluto. Badogliano.

Poto Bossi: imita l’inconcludenza del figlio pur impegnandosi con maggior volontà. Rappresenta la pancia del popolo padano. Lavoratore e tetragono. Ridente alle sole sagre del carroccio. Marmoreo.

Michele Borghezio: Alcuni guizzi felici ma episodici. Nessuno lo rimprovera anche perché chi è senza peccato….Negletto.

Davi: snobba il problema migratorio concentrandosi esclusivamente sul fare. Inattaccabile.

sabato 15 novembre 2014

Cronaca in super ritardo della partita di lunedì 10 novembre

- piu in ritardo di un Regionale Veloce delle ferrovie dello Stato
- piu in ritardo di una raccomandata delle Poste
- piu' in ritardo di un ciclo mestruale in una gravida
- piu' in ritardo della nuova corsia della Salerno Reggio Calabria
- piu in ritardo di Atto alle cene e Abel alle partite
.................ecco lo stringato, postumo e francamente, a questo punto, inutile e superflio, commento alla partita di lunedi .

Potrei accampare mille alibi per questo ritardo, magari copiando il piu' bello della storia del cinema ................
.........Vi prego Vi prego, non mi crocefiggete lunedi. Vi prego ragazzi, lo sapete che vi voglio bene, Non avrei mai voluto lasciarvi senza commento, non è stata colpa mia. Non vi ho traditi, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!
ok, mi avete creduto e già perdonato, vero ??? bene. Allora eccovi fatti salienti di lunedi.
1° fatto saliente
3b - chef - Peace -Tont e Rigu hanno portato a casa la pellaccia dei poveri
Don Rodrigo e i suo Bravimicatanto ovvero Jeanluc, Miguelsonsempremi, Abeldajedaje, e il caro Pontrellone.
2° fatto saliente
a seguito dell'entrata ai bordi del campo della squadra successiva con ben 20 minuti di anticipo, al termine della partita si è scatenata la furia di OrlandoSimone che si avventava al desk e faceva una breve sintesi al gestore del problema, ............io stasera non pago.............. Dobbiamo ammettere che il Gestore ( cosi denominato in quanto non c'è una possibilità al mondo che ricordi come si chiama) ha reagito da autentico Signore e con grande diginita' ha semplicemente detto........ok, capisco questa sera il campo lo offro io............
3° Fatto saliente
visto l'esito del fatto saliente n. 2 si è stabilito che da lunedi prossimo, i convocati saranno 11, di cui 10 per la partita alle 20,30 e uno alle 21 per invadere il campo............

Convocazioni "PUNTUALISSIME" (a buon intenditor, poche parole...!!!) per lunedì 17 novembre:

BBB
PUNTELLA
POT-TWO
POT-1
MAX
BALBO
BOCCI
GOMEZ
PALACIO
IO

lunedì 3 novembre 2014

Partita di lunedì 3 novembre. Be-Beep!!!



Cari lettori, dopo aver volato e raggiunto le più alte vette mai toccate da questo blog (così alte da essere talvolta anche...divinamente intelleggibili...), questa sera si ripiomba pesantemente con i piedi per terra. Come direbbero i buongustai, dalle stelle Michelin alla Pataccona. Oppure, come tuonerebbero gli sportivi, dal Bayern alla Roma. O, ancora, gli intenditori di cinema, da Ingmar Bergman a Bombolo. Ma veniamo a noi e torniamo a parlare, dopo oltre un mese, di calcio, anzi, di calcetto. La Metro Goldwyn Mayer ha scritto la sceneggiatura della partita e ha schierato da una parte i Road Runners (i Cadeddu's, Abel, Rodrigo Palacio e Sbilanciatto con il corpo all'indietro) e dall'altra i Wil Coyotes (Rigoni, il dottot Octopus Steve - che nonostante le sue molteplici braccia ha subito più gol lui in una sera che nelle sue precedenti ultime presenze - Pontrellix, Potomac e Mansini). Secondo voi, com'è andata a finire? Il Road Runner Claudio ha letteralmente fatto la differenza, e quindi questo la dice lunga sulla effettiva tenuta fisica dei giocatori più o meno cinquantenni maturi, e qualche volta ormai quasi "marci", visto che il sedicente sedicenne ha letteralmente fatto polpette degli impacciati Coyotes avversari, caduti come birilli sotto i suoi allunghi e reiterati dribbling. Abbiamo perso il conto del punteggio, sappiamo solo che, sul 13 (o 14...o 15...??? boh???) a 4, i Coyotes hanno abbandonato il campo a testa bassa, come fa in effetti il loro ispiratore quando cade dai canyon dei deserti o viene asfaltato dai katerpiller guidati dal terribile Road Runner. That's all folks!

mercoledì 29 ottobre 2014

Partita di lunedì 27 ottobre. LEONARDETTE SUBIROUS (BY MAX)



LEONARDETTE SUBIROUS

San Leonardette Soubirou italianizzato in Leonardo Soubirous, è stato un religioso e mistico pesarese. E’ ancor oggi conosciuto per le apparizioni mariane alle quali riferì di aver assistito in un campo di calcetto vicino al suo paese natale, il Campetto di Massabielle, a Soria. La visione dell'allora già non più giovane Leonardette è conosciuta come apparizione della "calciatrice vestita di bianco", divenuta nota poi come Nostra Calciatrice di Lourdes. Da quella visione seguirono prodigi dichiarati non spiegabili scientificamente, da una Commissione medica appositamente istituita dall'amministrazione del Santuario dell’Athletic Club. Fu sicuramente da allora che Leonardette perdette inspiegabilmente la parola.
I sorprendenti accadimenti di cui fu protagonista in giovane età Leonardette hanno fatto di Lourdes uno dei principali luoghi di pellegrinaggio per chi professa la fede nel calcetto ma soprattutto, per chi, affetto da numerosi mali, ha dovuto abbandonare le proprie passioni sportive.
Il padre, Quinto Soubirous, e la madre, Armanda Castérot, gestivano il mulino di Soria dove egli nacque il 7 gennaio del 1964. Fu battezzato due giorni più tardi, il 9 gennaio, primo anniversario di matrimonio dei suoi genitori, nella chiesa parrocchiale di Cristo Re. Appena venne alla luce pronunciò le prime frasi che vennero subito annunciate come profetiche:- “Lunedì si gioca?  Dopo di lui i due coniugi non vollero altri figli.
Leonardette conobbe presto la fame e la malattia. Di salute fragile, a causa delle tante stagioni invernali trascorse sui campi all’aperto della provincia, dimostrava comunque meno anni di quelli che aveva. I suoi sentimenti religiosi erano già forti sebbene non conoscesse il catechismo. Alcuni vicini affermarono che la famiglia viveva armoniosamente, basandosi sull’amore reciproco, mediato da una spiccata devozione religiosa.
Per contribuire al mantenimento della famiglia Leonardette venne venduto ad una squadra di calcio di Bartrès, dove egli si distinse sia per l’abilità nel controllare la palla, che per la fulminea velocità che gli permetteva di seminare senza fatica tanti giocatori più giovani di lui. Venne più tardi impiegato nella sorveglianza e pascolo delle greggi, dove ebbe occasione di conoscere il pastorello occitanico Fabienne Pontrellì.
Secondo quanto riferito dallo stesso Leonardette, il 27 ottobre 2014 già incanutito, mentre assieme al suo amico, Fabienne Pontrellì, partecipava ad una partita di calcetto vicino alla grotta di Massabielle (poco fuori Lourdes), Leonardette ebbe la prima visione di ciò che descrisse come "un piccolo calciatore giovane" eretto all’interno di una nicchia incavata nella roccia. I giocatori che giocavano con lui quella sera di fine ottobre, riferirono di non aver visto nulla. L'identità dell'apparizione - nelle parole di Leonardette - rimase sconosciuta fino alla seconda visione, quella del 3 novembre. Sino ad allora Leonardette si era limitato a chiamarla “Simonette” che, in lingua occitanica significava e significa ancor oggi “il calciatore” o “la calciatrice”. La storia di Leonardette creò scompiglio tra gli abitanti della cittadina pesarese, che erano divisi sulla convinzione che il non più giovane marchigiano mistificasse il proprio racconto per giustificare l’immobilismo durante le tante partite giocate negli ultimi dieci anni.
Presto, un grande numero di persone iniziarono comunque a seguirlo quotidianamente nel corso delle tante partite, talune per curiosità, altre le quali potevano finalmente conoscere colui che aveva assistito ad una autentica apparizione miracolosa. Il contenuto delle visioni di Leonardette fu caratterizzato da assoluta semplicità e indirizzato prioritariamente sulla necessità della preghiera e della penitenza negli spogliatoi. Tuttavia, durante la seconda apparizione, quella del 3 novembre, Leonardette spiegò alla sua famiglia che la Signora aveva detto "Recati per favore dagli altri giocatori e riferisci loro che una cappella a me dedicata dovrà essere edificata qui, accanto al campetto, vicino al fiume Foglia”. Accompagnato da due delle sue zie, Leonardette si presentò puntualmente con la richiesta al parroco di Sorii, un uomo dalla mente feconda ma austero e poco incline a credere ad affermazioni, pressoché sempre mendaci di contadini semianalfabeti e in cerca di notorietà.
Il Parroco disse a Leonardette che la bianca calciatrice doveva fornire almeno un'identificazione più certa e meno generica. Il laconico giocatore di calcetto affermò che nella visione successiva aveva ripetuto alla lettera le parole del Parroco alla figura ancora sconosciuta ma che ella si era limitata ad un inchino seguito da un impalpabile sorriso senza parola. Il sacerdote disse a Leonardette che sarebbe stato importante evidenziare la prova che la "bianca calciatrice" era reale e tangibile, capace quindi, di compiere un miracolo.
Chiese a Leonardette di far scaturire acqua finalmente calda, dalle docce del complesso calcistico, mostrando così le prove della loro virtù salvifica. Si era giunti a metà novembre.
Come Leonardette riportò più tardi alla sua famiglia e agli inquirenti civili ed ecclesiastici, durante la seconda apparizione, la bianca calciatrice gli riferì, presumibilmente di bere l’acqua sorgente che fluiva dalle docce, invitandolo a cibarsi delle piante che crescevano liberamente in quel terreno duro e arido. Dal giorno in cui Leonardette aveva portato alla luce la sorgente, 68 guarigioni tra quelle verificate dall'Ufficio Medico di Lourdes e classificate come "inspiegabili", sono state riconosciute miracolose dalla Chiesa cattolica. Tra queste: il senno restituito a Mancini, il sorriso ridipinto sul volto di Poto, la sportività del negletto Mezz, la lucidità e la bonomìa nell’epilettico Remedi.
La commissione di Lourdes che esaminò Leonardette dopo le visioni, eseguì anche un'analisi accurata dell'acqua, trovando soltanto un alto contenuto di minerali e null'altro di straordinario che potesse spiegare le menzionate guarigioni. Durante la terza apparizione, avvenuta il 10 novembre, la calciatrice vestita di bianco, alzando gli occhi al cielo e unendo in segno di preghiera le mani, avrebbe detto a Leonardette. “Io sono Simonette, l'Immacolata Punizione”. Quattro anni prima papa Pio IX aveva promulgato la dottrina dell'Immacolata Punizione, secondo cui, tra tutti gli esseri umani mai vissuti, solamente Simonette era nato privo di peccato, alieno da ogni vizio, bellissimo, simpaticissimo e privo di quello che viene chiamato “errore umano”.
Durante la quarta apparizione, quella del 17 novembre, sarebbe avvenuto il cosiddetto "Miracolo del pallone". Leonardette che in difesa, durante tutta la partita, non aveva mai toccato palla, ebbe per un istante la sfera ai propri piedi i quali, rimanendo inaspettatamente a contatto con il cuoio del pallone per non più di due secondi, bruciarono senza procurare alcun dolore a Leonardette e lasciando la pelle degli arti inferiori, incredibilmente intatta. L’episodio fu testimoniato da molte persone presenti, incluso il farmacista scettico Antoine Astutì, che cronometrò e documentò il fatto, tra cui la realizzazione di ben quattordici gol in cinque minuti ad opera di quella calciatrice vestita di banco che Leonardette riferì sempre di aver visto.
Leonardette morì lunedì 24 novembre 2054, un anno dopo la prevedibile canonizzazione. Il suo corpo, miracolosamente incorrotto e niveo come il marmo, giace nella bara di cristallo del convento di Never, dov’egli, al termine delle tante apparizioni alle quali aveva assistito, si era infine ritirato dopo avere preso i voti sacerdotali. Le tante riesumazioni effettuate sulla santa salma, non sono mai riuscite a spiegare come quella felice espressione inebriata d’inefficiente beatitudine fosse riuscita a sottrarsi al potere del tempo. I vecchi e claudicanti compagni di calcetto, che annualmente organizzavano il pellegrinaggio sino al suo sepolcro giuravano che aveva mantenuto la stessa soavità manifestata in partita quando al posto di fare il proprio dovere in difesa si immobilizzava mormorando: “ho visto l’Immacolata Punizione”.

Max.

martedì 21 ottobre 2014

PARTITA DI LUNEDI' 20 OTTOBRE. FULL METAL MEZZ (BY MAX)


 
 
FULL METAL MEZZ

 

Sulla caserma di Fort Langley, vecchia sede dei servizi segreti, era sceso il buio ed all’interno della camerata, il nostro piccolo plotone era stato ruvidamente schierato in attesa del capo di stato maggiore della squadra avversaria,. Quella degli imperialisti che avevamo sconfitto la settimana precedente. Erano furiosi come belve ferite e quella, con ogni probabilità, sarebbe stata ricordata come la sera più lunga della nostra vita.

- Il sono il generale Mez Namara, vostro Capo di Stato Maggiore. Da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto e la prima e l’ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà “signore”. Tutto chiaro, luridissimi vermi? Se voi, gentili frocetti che amate tanto Lillo da succhiarglielo nei sogni notturni, riuscirete a terminare l’imminente rivincita di calcetto sarete veri e propri giocatori, ma sino a quale momento, in questo alberghetto, siete solo uno sputo, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo. Siete pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta “merda”. Mi sono spiegato?-

“Signorì, Signore!”– rispondemmo appena giunti trafelati nella camerata interna al campus di allenamento.

- Dato che sono un imprenditore, e di successo per giunta, non mi aspetto di piacervi, ma più mi odierete, più imparerete. Io sono un duro però sono giusto. Qui non si fanno distinzioni razziali. Qui si rispetta gentaglia come dipendenti pubblici, negri, pesaresi, farmacisti oziosi, esodati ed assicuratori. Qui vige l’uguaglianza. Non conta un cazzo nessuno. Da oggi sono terminate le vostre seratine al pub e gli apericena a buon mercato. Finiti anche i palpeggiamenti a Mary ficarotta sui sedili posteriori delle vostre automobiline. L’unico buco che vedrete sarà quello del culo del vostro compagno di squadra nel corso della prossima partita che, naturalmente , perderete! Tu. Come ti chiami, faccia di merda?-

- Signore, Max Luther King, signore!-

- Tu hai la tipica faccia del pubblico dipendente parassita che sta rovinando la nostra società. Quanto sei alto fannullone?-

- Signore, 1 e 84, signore! -

-Un metro e ottantaquattro. Prima non facevano pile di merda così alte. Io dico che la parte migliore dello schizzo da cui sei nato è colata fra le chiappe di tua madre e ha macchiato il materasso. T’hanno fatto con lo scarto! Tu, invece. piantala di guardarmi con quella da faccia da ebete e presentati!-

-Signore, Rigu Lennon, signore!

-Mez Namara si avvicinò ancora di più al volto dell’uomo tremebondo che gli stava di fronte, quasi a contatto diretto col volto del povero e segaligno Rigu: - I tuoi genitori hanno per caso anche figli normali?-

-Signore, non credo signore!-

- Saranno allora pentiti di averti fatto. Tu sei talmente brutto da sembrare un capolavoro d’arte moderna. Da dove vieni, sacco di merda?-

- Signore, proprio da Pesaro signore, ma vivo in America da molti anni- disse Riogu Lennon con un unico esilissimo filo di voce tremolante.

- Bene. Io ho sempre saputo che a Pesaro brancolano solamente tori e checche. Tu l’aria del toro non ce l’hai manco per il cazzo e quindi il cerchio si stringe. Tu succhi gli uccelli?-

- Signorno, signore!-

- Ci soffi dentro per gonfiarli?-

- Signorno, signore!-

- Ti terrò d’occhio -

Dal fondo della camerata si udì ad un tratto l’inopportuna voce paciosa di Agnolotto Pontrelli: “Signore, ma io non credo che questo sia il modi di trattare una squadra avversaria, solamente perché ama la pace!-

- Chi ha parlato. Chi cazzo ha parlato? Chi è quel lurido stronzo, comunista checca, pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte? – Mez Namara adesso faceva veramente paura e ce lo immaginavamo mentre sputava napalm sui vicini campi di calcetto vietcong dove aveva combattuto sino a pochi mesi prima.

- Signore, sono Agnolotto Pontrelli, signore!-

- Senti, senti, abbiamo un attore comico tra noi. Dalle fattezze non mi sembri neanche tanto evoluto. Sei più largo che alto. Probabilmente quando sei stato generato non dovevano ancora essere stati concepiti i principi base della geometria e Talete di Mileto doveva ancora nascere. Che cazzo di mestiere fai per vivere, mister sorriso idiota smagliante in una faccia da carboncino?-

- Signore, l’assicuratore, signore- rispose Agnolotto Pontrelli il quale aveva già smesso di respirare.

- Ah, l’assicuratore. Ebbene io ti assicuro che la prossima imminente partita la svolgerai con una polizza infilata su per l’ano così quando correrai il tuo culone scorreggerà paragrafi e commi di legge, tipici ingredienti di quei contratti che voi pacifisti opportunisti fate firmare ad innocue vecchiette o a cittadini incapaci di intendere e di volere! Tu invece chi saresti?--

- Signore, Atto Capanna, signore!-

- Guarda guarda chi si rivede. Il mio vecchio compagno d’università. Magari adesso penserai che in nome della nostra vecchia amicizia io debba dimostrare un poco di indulgenza, non è vero? Te lo puoi scordare! La tua lurida scelta l’ha compiuta schierandoti con il pacifismo e la contestazione. Io ti leverò la pelle dalla schiena a furia di frustate e tu giungerai sul campo di calcetto così piagato che nostro Signore Gesù Cristo, dopo la flagellazione, apparirebbe uscito da un istituto di bellezza! Brutto schifoso comunista del cazzo. Contestatore a spese di papà. Tu e quelli come te si sono arricchiti vendendo farmaci scaduti a gente ignara. Sei segnato, MentecAtto!!-

Mez Namara si piazzò al centro della camerata: - volete sapere qual è la più micidiale combinazione del mondo. Un imprenditore in possesso di palla . Ma questo non basta perché è sulla volontà di uccidere e cacciare il pallone in porta che occorre concentrarsi. Il pallone è solo uno strumento: è il cuore di pietra quello che fa vincere una partita. Se la vostra volontà di vincere non è pura e ben controllata, potreste esitare davanti alla porta del nemico e voi diventereste degli sconfitti. Se l’ultima volta siete riusciti a vincere è stato perché la vostra ipocrita sete di pace ci aveva tratti in inganno, non lasciandoci scorgere la perfidia di serpi pronte ad iniettare il loro veleno mostrandosi per quello che non erano. Ma questa volta non sarà così. Ve lo posso assicurare!-

A quel punto il Generale Mez Namara chiamò il maggiore Remedi. Voleva acquisire il nuovo regolamento della prossima partita. L’ufficiale si presentò a passo veloce e dopo avere salutato glielo consegnò, commentandolo: - Generale, si tratta di una nuova regola, peraltro improntata a sicuri criteri d’imparzialità. Nel nuovo regolamento la porta avversaria avrà queste dimensioni, 7 metri di lunghezza, e quasi tre di altezza. I pali risulteranno elettrificati così da impedire particolari acrobazie al portiere avversario. I riflettori verranno spenti al momento del tiro per essere subito dopo riattivati. Ovviamente la nostra squadra potrà giocare in una metà del campo regolarmente omologata. Questo è tutto-

Mez Namara guardò dritto negli occhi il vecchio combattente: - Remedi, sei un gran figlio di puttana ma sei anche il migliore ufficiale che io abbia mai avuto. Poto non ha rivali nei cieli ma a terra , ma tu sei la mente strategica più acuta che io conosca. Ben fatto! Signori ora è tempo di giocare. Portatemi fuori quell’accozzaglia di progressisti e prepariamoci a mandarli al macello. -

La partita iniziò pochi minuto dopo e ancora oggi ricordo come avvenne il secondo miracolo, quello in cui pur non riuscendo a scacciare il nemico dal campus lo costringemmo a non vincere, permettendo a noi stessi di non perdere. E’ vero. Non li battemmo. Ma l’opinione pubblica mondiale, esaltata dall’eroismo di cinque straccioni pacifisti ma determinatissimi, scese nelle piazze, sventolando milioni di bandiere sulle quali vi era scritto “I love Lillo”. Lo stesso governo dovette intervenire decretando la fine dello stato di emergenza e con esso il termine di quella prima guerra di contestazione e liberazione. Quella classe militare aveva fallito. Quattro anni dopo iniziò l’epurazione dei quadri ufficiali che non avevano saputo cacciare i progressisti, come avevano promesso davanti alle televisioni di tutto il mondo, con tanta tracotanza. Il Generale Capo di Stato Maggiore Mez Namara si spense il 4 giugno 1971 nell’ospedale militare di Galantara nel Nevada, solo, abbandonato da tutti e consunto dalla sifilide. La moglie, ungherese, era fuggita dieci anni prima con un rifondazionista dopo avergli soffiato l’Esatour e la dignità. Al prete che gli somministrava i sacramenti rispose, inebetito dalla senilità: - Fanculo!. Al posto dell’acqua santa voglio il napalm- . Venne sepolto a San Decenzio, in Italia. Il colonnello Poto era al comando di uno dei suoi elicotteri quando parlando al telefonino con il figlio si schiantò contro i cavi ad alta tensione di un traliccio, proprio sul Potomac, il fiume sui cui argini nacque. Sulla sua tomba, un'unica scritta: gli si ruppero le pale-.

Il tenente colonnello Abel Ferrara, ritornò in patria, a Buenos Aires, evitando così la corte marziale. Dipinse senza successo per altri vent’anni, ma l’unico quadro che vendette fu l’affresco della sola partita che, per lui, avesse veramente contato. Al centro del dipinto campeggiava il drappo “I love Lillo”. Il maggiore Remedi fondò a Seattle, l’Associazione Fair Play ma si rovinò finanziariamente quando lo denunciarono per avere scritto uno statuto mendace che favoriva il solo fondatore. Il Generale di Brigata Man Cinic fu quello a cui andò meglio. Rilevò le battilarde del suo vecchio amico Mez Namara esibendosi ai bagni Sacro Cuore. Spesso gli chiedevano di rilasciare un’intervista ma si oppose sempre. Nessuno ha mai saputo perché.

 

MAX.